Dobbiamo temere le nuove clausole dell’informativa condivise da WhatsApp?

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Dal 7 gennaio, gli utenti di WhatsApp stanno ricevendo un avviso che chiede di accettare «i nuovi termini» di utilizzo del servizio di messaggistica e l’informativa sulla privacy. Tali termini entreranno in vigore a partire dall’8 febbraio. Quest’avviso ha creato un po’ di preoccupazione fra gli utenti perché WhatsApp intende rendere obbligatoria la condivisione di alcuni dati dei suoi utenti con Facebook. Ma questa obbligatorietà non riguarda il territorio Europeo che è tutelato dal GDPR. WhatsApp condivide con Facebook solo alcuni dati degli utenti (numero di telefono, indirizzo IP, ecc.) e soltanto per scopi tecnici e di sicurezza giacché l’infrastruttura tecnologica è la stessa. Inoltre, in Europa la condivisione non è praticata per scopi commerciali o di marketing.

Garante privacy, informativa agli utenti poco chiara. L’Autorità intenzionata ad intervenire anche in via d'urgenza

In data 14.01.2021 il garante italiano è atterrato sulla questione poiché intenzionata ad intervenire anche in via d'urgenza. Il messaggio con il quale Whatsapp ha avvertito i propri utenti degli aggiornamenti che verranno apportati, dall’8 febbraio, nei termini di servizio - in particolare riguardo alla condivisione dei dati con altre società del gruppo - e la stessa informativa sul trattamento che verrà fatto dei loro dati personali, risulterebbero poco chiari e intelligibili e dovrebbero essere valutati attentamente alla luce della disciplina in materia di privacy. Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha portato la questione all’attenzione dell’Edpb, il Board che riunisce le Autorità privacy europee. Il Garante ritiene che dai termini di servizio e dalla nuova informativa non sia possibile, per gli utenti, evincere quali siano le modifiche introdotte, né comprendere chiaramente quali trattamenti di dati saranno in concreto effettuati dal servizio di messaggistica dopo l’8 febbraio. Tale informativa non appare pertanto idonea a consentire agli utenti di Whatsapp la manifestazione di una volontà libera e consapevole. Il Garante si riserva di intervenire, in via d’urgenza, per tutelare gli utenti italiani e far rispettare la disciplina in materia di protezione dei dati personali.

Riservatezza dei contenuti su Whatsapp

WhatsApp non legge e non usa informazioni provenienti dalle chat degli utenti giacché a partire dal 2014, ha applicato alle sue chat un sistema di protezione che si chiama “crittografia end-to-end” e che rende i contenuti delle chat inaccessibili - non potrebbe accedere alle chat dei suoi utenti nemmeno se volesse - a chiunque non sia il mittente o il destinatario. Il sistema di crittografia “end-to-end” è lo stesso della app rivale Signal.

Le modifiche di WhatsApp introdotte nell’UE

Quello che interessa agli utenti europei è il trattamento dei dati che avviene nella comunità europea, ovvero ai dati raccolti nella comunità europea. Termini di utilizzo e informativa sulla privacy di WhatsApp nell’Unione Europea sono diversi da quelli che valgono per il resto del mondo. WhatsApp ha mandato l’avviso per i nuovi termini anche agli utenti europei principalmente per aggiornare alcune condizioni di servizio valevoli per il segmento Business degli utenti. La nuova informativa privacy per gli utenti europei sostituisce quella pubblicata prima dell’applicabilità del GDPR. Di seguito il confronto fra le due versioni (ante e post) del testo dell’informativa da cui non si evincono differenze significative

Ante.

To help you organize how you communicate with others, we may help you identify your contacts who also use WhatsApp, and you can create, join, or get add ed to groups and broadcast lists, and such groups and lists get associated with your account information. You give your groups a name. You may choose to provide a group profile picture or description.

Post.

You can use the contact upload feature and provide us, if permitted by applicable laws, with the phone numbers in your address book on a regular basis, including those of users of our Services and your other contacts. If any of your contacts aren't yet using our Services, we'll manage this information for you in a way that ensures those contacts cannot be identified by us. Learn more about our contact upload feature here. You can create, join, or getadded to groups and broadcast lists, and such groups and lis is get associated with your account info rmation. You give your groups a name. You can provide a group profile picture or description 

 

L’introduzione del GDPR ha esteso il perimetro di tutela dei dati dei cittadini europei (informativa privacy europea di Whatsapp). Di seguito, a sinistra l’avviso internazionale del cambiamento dei termini di WhatsApp, a destra in italiano quello circolarizzato in europa..

Dobbiamo temere le nuove clausole dell’informativa condivise da WhatsApp?

I cittadini europei non dovrebbero preoccuparsi per la nuova policy sul trattamento dei dati, a meno che non lo erano già prima dell’aggiornamento proposta da WhatsApp giacché le pratiche di WhatsApp legate alla privacy sono sostanzialmente rimaste immutate. Ne deriva che la fuga su altre piattaforme di condivisione non è giustificabile dal semplice aggiornamento delle policy di WhatsApp poiché le più conosciute (cito Signal) hanno il medesimo livello di sicurezza perché usano gli stessi protocolli di crittografia (crittografia end-to-end). La scelta dello strumento da utilizzare va fatta adottando criteri meno olistici.

  • Signal a differenza di WhatsApp è open source, quindi qualunque esperto di programmazione del mondo può vedere come funziona e giudicarne la sicurezza. Non è così, invece, per il codice di WhatsApp.
  • I sistemi di crittografia end-to-end ( le conversazioni tra gli utenti delle app di messaggistica sono viste solo da mittente e ricevente) sono sovrapponibili dia per Signal che per WhatsApp.
  • WhatsApp registra molte più informazioni di quelle necessarie al mantenimento del servizio chat comprese le informazioni relative al profilo dell’utente, ai suoi dispositivi e alle sue abitudini. Ma lo fanno anche altri servizi quali Instagram, Gmail e TikTok.
  • Signal, a differenza di WhatsApp (ma anche di Telegram), non conserva nemmeno i metadati delle conversazioni (dove, quando e con chi hanno comunicato gli utenti). Messenger di Facebook e Telegram non applicano di default la crittografia end-to-end che è un’opzione che deve essere attivata (chat segreta).
  • Signal consente agli utenti di eliminare automaticamente i loro messaggi dopo l’invio.

 

Ti invito ad approfondire l'argomento privacy sulle seguenti pagine:

GDPR Sicurezza Informatica

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