Self Sovereign Identity (SSI). Il futuro (presente) dell’identità digitale

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Essere “sovrani” della nostra identità, potendo controllare e scegliere quali delle nostre informazioni personali condividere e con chi: la Self Sovereign Identity è un modello di identità digitale ideale. Alla base vi è il concetto che l’identità debba sempre essere sotto l’esclusivo controllo dell’individuo che ne è rappresentato, il quale può disporne in modo indipendente, senza la necessità di affidarsi a intermediari terzi.

Il modello della Self Sovereign Identity si basa sul paradigma dell’Identità Decentralizzata: è l’utente stesso a disporre di un’unica identità, a cui vengono associati una serie di attributi, detti “claim”, da altre entità, dette “issuer”, sempre verificabili dai “verifier”. In poche parole, ogni identità digitale disporrà di una serie di claim personali: l’università assocerà l’attributo “laurea” all’identità digitale del laureato, il quale potrà avere nel suo wallet anche l’attributo “residente a Milano” associatogli dal comune di Milano.

 

L'essenza dell'identità digitale decentralizzata è quella di trasformare le credenziali di identità fisica nei nostri portafogli fisici in credenziali digitali nei portafogli digitali.

Per comprendere l’importanza che ha il nuovo modello decentralizzato di Self Sovereign Identity è necessario considerare che l’attuale modello federato che è utilizzato in Europa ha preso forma in conseguenza del Regolamento (UE) n. 910/2014 (cd. eIDAS). Già prendendo in considerazione la data di pubblicazione in GUCE di detto Regolamento (ossia il 2014) si può comprendere come alcune tecnologie su cui si basano le SSI in quel periodo non avevano ancora raggiunto la maturità necessaria per poter essere considerate affidabili ai fini della creazione di un sistema di gestione delle identità digitali. Tale tematica, però, è da sempre presa in seria considerazione dall’Unione Europea che la considera centrale per la creazione di un “mercato unico digitale” e per la concreta possibilità di garantire a tutti i cittadini degli Stati membri quei diritti di libera circolazione e di libertà di stabilimento che solo attraverso la garanzia di un dialogo efficiente con tutte le pubbliche amministrazioni dei Paesi europei è possibile ottenere.

SSI Roadmap

Nel mese di aprile 2020 era stato pubblicato un report dalla Commissione Europea dal titolo “SSI eIDAS Legal Report” in cui si analizzano gli scenari e le possibili strategie per poter integrare il nuovo modello nell’ambito dei sistemi di identità digitale già individuati con l’attuale regolamentazione dell’Unione Europea. Si tratta, evidentemente, di interventi più incisivi che necessitano, soprattutto per quanto riguarda l’emissione dei certificati qualificati tramite DID, dell’intervento anche dell’ETSI per la definizione di nuovi standard. Nel lungo periodo, quindi, è vista la completa integrazione dei servizi collegati alle SSI nell’ambito dei servizi fiduciari oggi disciplinati da eIDAS, così potendo parificare le tali tipologie di identità digitali a quelle oggi attualmente in uso.

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