Dobbiamo temere le nuove clausole dell’informativa condivise da WhatsApp?

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Dal 7 gennaio, gli utenti di WhatsApp stanno ricevendo un avviso che chiede di accettare «i nuovi termini» di utilizzo del servizio di messaggistica e l’informativa sulla privacy. Tali termini entreranno in vigore a partire dall’8 febbraio. Quest’avviso ha creato un po’ di preoccupazione fra gli utenti perché WhatsApp intende rendere obbligatoria la condivisione di alcuni dati dei suoi utenti con Facebook. Ma questa obbligatorietà non riguarda il territorio Europeo che è tutelato dal GDPR. WhatsApp condivide con Facebook solo alcuni dati degli utenti (numero di telefono, indirizzo IP, ecc.) e soltanto per scopi tecnici e di sicurezza giacché l’infrastruttura tecnologica è la stessa. Inoltre, in Europa la condivisione non è praticata per scopi commerciali o di marketing.

La precompilata IVA 2021. Parte la fase sperimentale con le bozze dei registri Iva delle fatture di cessioni e acquisti.

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L’art 142 del Decreto Rilancio ha rinviato al 1° gennaio 2021 l’avvio della predisposizione da parte dell’Agenzia delle entrate delle bozze precompilate dei registri e delle comunicazioni delle liquidazioni periodiche IVA. Nulla è invece cambiato per i termini per la predisposizione della bozza della dichiarazione annuale IVA che invece era già prevista, nella precedente normazione, a partire delle operazioni effettuate dal 2021.

Garante privacy - Newsletter 23/12/2020: tutelare la dignità dei lavoratori

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Garante privacy a un call center: tutelare la dignità dei lavoratori. No all’obbligo per i dipendenti di tenere farmaci e dispositivi medici sulla scrivania. Lede la dignità del lavoratore dover tenere in vista sulla propria postazione medicinali, assorbenti, dispositivi medici. Per questo motivo il Garante per la protezione dei dati personali ha ordinato ad una società di call center il pagamento di una sanzione di 20mila euro e l’adozione di misure correttive per conformarsi alla normativa privacy.

Il rischio per la tutela della libertà dei cittadini nel "permanente stato d'eccezione" della Pandemia.

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Ginevra Cerrina Feroni - Vice Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali - sulle pagine de "il Dubbio" (17.12.2020), ci regala, a parere dello scrivente, una delle più memorabili riflessioni sull'equilibrio fra sicurezza e libertà in considerazione del particolare momento storico di emergenza sanitaria che stiamo vivendo e nella consapevole «normalizzazione dell'emergenza» che sovrasta le nostre vite. Alla luce dell'emergenza Covid 19, ci troviamo di fronte a torsioni interne dell'ordine politico- istituzionale: la sicurezza qui non si contrappone all'uso del potere, ma è essa stessa elevata a strumento del potere. Il conferimento di un valore preminente alla sicurezza, oltre che a potenziare pericolosamente il ruolo del potere esecutivo a tutto scapito del Parlamento, ha l'effetto di sacrificare inutilmente le fondamentali libertà dell'uomo, essendo del tutto illusoria, nella "società globalizzata del rischio", la ricerca della sicurezza assoluta dei rapporti sociali. Quello che segue è una sintesi dei pensieri espressi su "Il Dubbio" dal Vice Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali di cui ci si augura di averne colto il senso e l'essenza. Buona lettura. Giuseppe Palmiotto 

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